venerdì 12 maggio 2017

Manifesto della disobbedienza formativa


Quanto segue prende spunto dalla “disobbedienza civile” che nel corso del tempo si è espressa come metodo di opposizione cosciente e ferma, ma non violenta a norme considerate ingiuste; nel senso più ampio, l'ingiustizia delle norme può configurare veri e propri pericoli o danni, ma anche soltanto una significativa inefficacia che diviene dannosa nel momento dell'imposizione normativa.
In tema di formazione professionale, è indispensabile premettere che non si intende sostenere l'inutilità (e quindi la dannosità) della formazione in sé, bensì quella dell'obbligo, da non confondersi con la necessità di verifica soprattutto su nuove competenze più oltre descritta.

Formazione scolastica e professionale

I presupposti dell'aggiornamento professionale

Agli studenti del quinto anno per Geometri dell'Istituto Tecnico Pier Crescenzi di Bologna riuniti in occasione del diploma conseguito nell'anno 1945 fra le distruzioni belliche, i professori tennero un discorso di congedo di questo tenore:
Voi oggi siete Geometri, ma non dovete pensare di aver imparato una professione e di poterla esercitare senz'altro da ora in avanti. Noi vi abbiamo fornito gli strumenti necessari per iniziare a lavorare, ma soprattutto vi abbiamo insegnato a studiare. E da oggi dovrete farlo continuamente, senza mai pensare di aver già completato la vostra preparazione professionale.
Il discorso si ispira a concetti condivisibili e immutabili implicitamente richiamati nella direttiva europea n. 2005/36/CE che indica nella “formazione e istruzione permanente” lo strumento per mantenere prestazioni professionali sicure ed efficaci; tali concetti individuano una base formativa comune nella condivisione degli strumenti operativi acquisiti a scuola, distinta dalla successiva, diuturna evoluzione professionale, che deve svilupparsi soprattutto su base educativa soggettiva, in particolare per chi esercita la Professione in modo autonomo.
Corre l'obbligo di precisare che chiunque lavori con sistematica preparazione tecnica svolge un lavoro professionale, ma se lo fa inquadrato in un'organizzazione da cui dipende sarà un Professionista Dipendente, mentre facendolo autonomamente sarà un Professionista Libero. Al primo può essere richiesta un'integrazione formativa collegata alle necessità dell'organizzazione da cui dipende, mentre al secondo dev'es­sere lasciata la libertà di sviluppare la propria crescita in modo indipendente, aggiornando i propri strumenti oppure acquisendone di nuovi nei tempi che solo la sua attività professionale determina.
Il codice deontologico in vigore per i Geometri Liberi Professionisti, all’art. 23 impone all'Iscritto di “mantenere costantemente aggiornata la propria preparazione professionale attraverso lo svolgimento e la frequenza delle attività di informazione, di formazione e di aggiornamento secondo le modalità statuite dal Consiglio Nazionale Geometri sentiti i Collegi provinciali e circondariali”.

Elementi fondanti della Libera Professione

Per il corretto esercizio di una Libera Professione tecnica occorrono tre elementi distinti e indissolubili: la padronanza di strumenti teorico-pratici, l'autonomia nella loro applicazione per l'assolvimento degli obblighi libero professionali, l'aggiornamento specifico per ciascuna applicazione richiesta.
L'acquisizione degli strumenti si ha con la formazione scolastica e si dimostra con i relativi esami, il conseguimento dell'autonomia libero professionale si dimostra con l'esame di stato e l'aggiornamento è documentato dal curriculum.
Un quarto elemento, facoltativo, è l'acquisizione di specifiche competenze per l'abilitazione a singole attività per cui è richiesta l'iscrizione in elenchi speciali, e tanto la formazione quanto l'aggiornamento seguono precisi iter. È opportuno osservare che l'iscrizione a uno di questi elenchi è complemento e non elemento della Libera Professione.
Si deve ricordare che i Consigli Provinciali hanno sempre avuto l'obbligo di assicurare il rispetto del codice deontologico e quindi anche di verificare che l'Iscritto sia in possesso dell'aggiornamento necessario imposto da detto codice a prescindere dalle modalità formative che qui si mettono in discussione. Fra le criticità si può annoverare il mancato o carente assolvimento del compito da parte dei Consigli.

L'obbligo formativo vigente

Caratteristiche e criticità

I presupposti

Se non v'è dubbio che l'aggiornamento professionale sia una necessità ancor prima che un obbligo, non v'è dubbio neppure che lo si raggiunga attraverso lo svolgimento di attività di informazione e formazione. Sussistono invece concreti e capitali dubbi sulle modalità statuite dal Consiglio Nazionale, a cominciare dal metodo con cui sono state formulate, che ha escluso gli Iscritti dalle scelte.
Ne risulta una cosiddetta “Formazione Professionale Continua” fondata sull'acquisizione di un dato numero di Crediti Formativi in ogni periodo: in altre parole l'aggiornamento deve avvenire a una certa “velocità media”, cosa accettabile solo postulando l'esistenza di una velocità media nell'evoluzione delle competenze richieste a ogni Libero Professionista. Evidentemente si tratta di un postulato insostenibile perché le innovazioni che determinano veri cambiamenti di approccio allo svolgimento delle attività professionali, e perciò richiedono l’acquisizione di nuove conoscenze, si sono sempre manifestate casualmente e perciò senza qualsivoglia ritmo regolare prevedibile.
Al contrario i processi che si rinnovano costantemente (spesso addirittura a ritmo incalzante) sono quelli di produzione di strumenti tecnici, che vengono aggiornati sia per ottenere migliorie operative sia per pura strategia commerciale, ma conservando i metodi di approccio professionale noti e non richiedendo quindi alcuna formazione ma soltanto, e non sempre, informazione.

L'applicazione

Sappiamo che la formazione scolastica, necessaria, non si avvale strutturalmente del contributo del mondo professionale, libero o dipendente, ma si fonda su programmi definiti scolasticamente e verificati allo stesso modo nel corso dello svolgimento. Anche l'obbligo “formativo” post scolastico in vigore oggi non si avvale strutturalmente del contributo del mondo professionale, ma tendenzialmente si rivolge alla produzione degli strumenti operativi già menzionati, realizzando una scoordinata estensione della formazione scolastica.
Prescindendo dall'ambito dipendente, la formazione e l'aggiornamento di ogni Libero Professionista hanno sempre seguito criteri di totale autonomia che ognuno applicava basandosi sullo studio delle nuove possibilità e delle loro correlazioni con le realtà affrontate; arricchendosi quindi con l'esperienza soggettiva. Oggi si è intrapresa una via di obbligo fondato sull'acquisizione di un certo numero di cosiddetti crediti formativi, concettualmente simili a quelli scolastici, l'assegnazione dei quali è concertata da un piccolo numero di soggetti scelti con criteri oligarchici e realizzata da singoli elementi, qualificati a farlo dagli stessi soggetti di cui sopra in frequente distonia con il mondo operativo a cui la Libera Professione deve rivolgersi e, possibilmente, ispirarsi. Il tutto è coronato da una criticità cruciale nella cosiddetta verifica finale, demandata agli stessi soggetti formatori interessati a promuovere gli eventi che offrono elevando la percentuale di esiti positivi.
È fortemente inibita la tradizionale pratica di studio autonomo, tranne nei casi (comunque non strutturali) di Liberi Professionisti formatori. Si ha il paradosso di richiedere ai “docenti” un tipo di preparazione vietata ai “discenti”!
Infine il Credito Formativo associato alla durata di un evento ne richiede necessariamente la frequentazione; infatti viene assegnato soltanto se è verificata la presenza pur se l’Iscritto dimostra padronanza della materia trattata superando le verifiche. Imposizione che non trova alcuna giustificazione se non quelle, inquietanti, di pretendere l’ossequio al “docente” o la visione dei prodotti che presenta. E comunque le citate verifiche, quando presenti, sono nel migliore dei casi simulazioni scolastiche di attività professionali; inutili per chi già le svolge e inefficaci per chi dovrebbe acquisire autonomia pratica.

Possibili alternative e potenziali vulnerabilità

Il confronto e la collaborazione con i Colleghi

La storia delle Libere Professioni ha fondato l'aggiornamento e la stessa crescita delle competenze di ciascun Iscritto sul confronto delle esperienze con i Colleghi, tanto Liberi quanto Dipendenti, sulla collaborazione con essi e non di rado sulla reciproca assistenza, espressamente prevista dai Codici Deontologici dei vari Ordini e Collegi.
Il metodo, oltre a consentire lo sviluppo delle eccellenze che tutti hanno potuto conoscere (si possono citare decine di nomi, stimatissimi pur non avendo mai conseguito Crediti Formativi nell'intera carriera) favorisce la reciproca conoscenza e sviluppa il senso di appartenenza a una Categoria, implicando mutuo rispetto.

Il curriculum professionale

Del “valore” di ciascun Professionista è sempre stato garante il curriculum professionale, cosa tuttora radicata nella necessità di allegarlo per partecipare a specifiche gare e nettamente percepita tanto dai Professionisti che lo aggiornano e propongono quanto dai Committenti che lo tengono nel dovuto conto mentre non considerano mai i Crediti Formativi acquisiti.

Preoccupazioni salienti

Una carenza formale

Il titolo di studio certifica la conoscenza degli strumenti teorico-pratici e l'esame di stato certifica l’autonomia nella padronanza delle applicazioni professionali. Ambedue le certificazioni hanno il crisma dell’ufficialità. Il curriculum illustra l'esperienza e la dimestichezza acquisite, ma lo fa senza alcuna certificazione formale.
A questa carenza non sopperisce l'obbligo di acquisizione di Crediti Formativi che nel migliore dei casi si limita oggi a ribadire la prima verifica distraendo dall'ultima, e comunque manifesta gravi carenze di rappresentatività degli organismi ufficiali che sovrintendono.

Un rischio sostanziale

Poiché il prestigio del curriculum professionale cresce abitualmente con il passare del tempo, di norma il confronto privilegia chi è attivo da maggior tempo senza che questo implichi necessariamente una preparazione più efficace. Il rischio si concretizza, storicamente, nelle gare che impongono ai partecipanti una soglia di fatturato pregresso nel campo specifico, escludendo in tal modo i più giovani.
In questo caso dei Crediti Professionali correttamente certificati permetterebbero opportunità più eque.

Proposte

Certificazione e verifica delle condizioni

Si può facilmente osservare che prestazioni professionali inadeguate sono esistite in passato, ma non sono affatto scongiurate oggi; si conferma dunque l'importanza del mix individuale di conoscenze, capacità, predisposizione e professionalità nella scelta di campi operativi congeniali.
Il problema più grave delle Libere Professioni è certamente l'impossibilità per la maggior parte (la più debole) dei Committenti di valutare autonomamente e tempestivamente la prestazione ottenuta. Questo suggerisce la necessità di un'adeguata verifica e giustifica i tentativi di offrire delle garanzie in tal senso. Tuttavia la stessa impossibilità l'hanno eventuali terzi chiamati a valutare quelle prestazioni, soprattutto se devono farlo a priori assegnando astratti Crediti Formativi a chi non è messo a concreta prova: gli unici che possono vantare oggettivamente competenza sulle materie professionali sono i Professionisti che le trattano. Questo giustifica dubbi sull'obiettività dei giudizi, per perseguire la quale si possono immaginare due strategie: la formale autocertificazione, che implica conseguenze penali per dichiarazioni false, e la verifica da parte di commissioni di più soggetti, possibilmente di varia estrazione.
L'autocertificazione del Curriculum consente ridotto spreco di risorse e ottima rispondenza delle informazioni alle necessità del Committente. Il ricorso a Commissioni di valutazione può essere previsto per controlli a campione sulle autocertificazioni, appare utile se richiesto degli interessati per superare il limite della rappresentatività del curriculum in caso di appalti e diviene indispensabile, con l’ulteriore garanzia che le Commissioni siano composte da soggetti terzi, per la verifica finale dei partecipanti a corsi, seminari, eventi di studio e di confronto di qualunque tipo e durata, che si auspicano quindi facoltativi se non per le procedure di acquisizione e la certificazione di nuove competenze, da equiparare a studi scolastici.

Disobbedienza formativa

Perché i concetti ispiratori sopra descritti possano trovare la giusta considerazione, si invita il Consiglio Nazionale a promuovere, assecondare e accettare la partecipazione di tutti gli Iscritti allo studio delle soluzioni ai problemi qui discussi e a ogni altra necessità di Categoria.
A tal fine e per sottolineare l’assoluta inadeguatezza dell’attuale Regolamento si auspica che molti Geometri Liberi Professionisti esercitino la disobbedienza formativa:
- evitando gli eventi non ritenuti professionalmente esaurienti anche se forieri di cosiddetti Crediti Formativi,
- rifiutando esplicitamente tali crediti negli eventi a cui si partecipa ritenendoli proficui,
- comunicando la propria scelta di disobbediente al proprio Collegio e al Consiglio Nazionale, allegando alla comunicazione il presente Manifesto.
Questa azione mira a sensibilizzare gli Organi di Categoria sia ai problemi in essere sia alla necessità di eliminare ogni ostacolo alla partecipazione degli Iscritti alla vita della Categoria.