venerdì 30 marzo 2018

Lavori in economia diretta: è possibile?

Riceviamo da una mia vecchia (per quanto lei sia giovane) conoscenza la seguente proposta di discussione inerente l'impossibilità di prevedere l'esecuzione di lavori in economia nella modulistica unificata regionale.
Anche se altrove fosse consentito sarebbe molto utile averne notizia così da poter segnalare la discriminazione in essere nella regione ER.
Colgo l'occasione per dare a Isabella il benvenuto al caffè, confidando che pian piano l'ambiente "si riscaldi".

Salve,
avrei un argomento da proporre, che, per quanto di tipo assolutamente operativo, secondo me è di fondamentale importanza per ristabilire un po' di libertà di operare: l'impossibilità attuale di eseguire lavori in economia diretta.  Qualcuno sa se esistono riferimenti normativi che stabiliscono che ci debba obbligatoriamente rivolgere ad un'impresa per eseguire lavori anche di estrema semplicità, quale ad esempio la posa in opera di una recinzione? E' da un pò che cerco di portare all'attenzione del Collegio l'argomento, senza avere risposte concrete. Grazie.

Isabella Calistri

martedì 20 marzo 2018

Rinnovo del Consiglio Direttivo


Faccio una premessa: ho sempre ascoltato un cospicuo numero di Colleghi lamentarsi dell’inadeguatezza dei cosiddetti rappresentanti di categoria; sento dire spesso che “il Collegio...” sbaglia, non fa niente, non serve a niente, costa inutilmente. Queste espressioni mescolano presunte responsabilità di uno specifico Consiglio alla presunta inutilità dell’istituzione stessa. Non considero le generiche accuse di “interessi privati” perché qualora fossero dimostrati bisognerebbe cercare una soluzione tramite la giustizia ordinaria.
Non so neppure se l’inutilità dell’istituzione sia reale o presunta, cosa che non ritengo significativa dal momento che allo stato attuale delle cose è un’imposizione a cui non possiamo sottrarci.
Ma non potendo sfuggire è consigliabile tenerne conto e valutare le possibilità di influire anche per cambiarla; e questa è un’altra rimostranza che accompagna le precedenti: si pensa che “tanto darsi da fare non serve a niente”. Mi sembra che questa mentalità sia confermata dalla scarsa partecipazione, prima di tutto alle elezioni del Consiglio Direttivo. Partecipazione tradizionalmente scarsa e altrettanto tradizionalmente contraddistinta da un discreto numero di voti di “protesta”, resi inutili dal sistema elettorale vigente, che confermano in sostanza la sensazione di inutilità del dissenso. Gran brutta sensazione!

Eppure basta avere una banale conoscenza del sistema per poter avere effetti concreti.

Nei Collegi che ho potuto osservare quando si giunge a ridosso delle elezioni ogni iscritto si vede recapitare una lista di nomi “proposti” dal Consiglio in scadenza; qualche volta arriva anche un’altra lista, per lo più in contrasto con la precedente. Io non ne ho mai viste tre. Definirei questa procedura di rinnovo del Consiglio “a invito” per una lista o “in conflitto” per l’altra. E quando ho visto “vincere” la seconda sono cambiate le facce ma non il metodo e perciò chi si sentiva escluso non modifica la percezione e in effetti non ha alternativa di sorta. Quindi “protesta” scrivendo nomi diversi, ma sono sostanzialmente nulle le probabilità che su almeno uno di essi convergano preferenze sufficienti alla sua elezione.

Perciò considero determinante che ogni Iscritto che si rende disponibile a far parte del prossimo Consiglio Direttivo lo possa far sapere agli elettori presentando loro anche le proprie idee e proposte. Soltanto così vedo la possibilità di dare il corretto risalto a idee e persone.

Questa è una sede adeguata a presentare sé e le proprie proposte o anche soltanto a informarsi su quelle altrui, a confrontarle e affinarle nei mesi che restano prima delle prossime elezioni. Lo si può fare inviando commenti o proponendo argomenti nel blog.
Mi rivolgo soprattutto ai Colleghi di Bologna, dove sono iscritto, auspicando un primo passo verso un rinnovamento della mentalità che possa ridare ossigeno alla Libera Professione.

Leonardo Gualandi