Riceviamo da una mia vecchia (per quanto lei sia giovane) conoscenza la seguente proposta di discussione inerente l'impossibilità di prevedere l'esecuzione di lavori in economia nella modulistica unificata regionale.
Anche se altrove fosse consentito sarebbe molto utile averne notizia così da poter segnalare la discriminazione in essere nella regione ER.
Colgo l'occasione per dare a Isabella il benvenuto al caffè, confidando che pian piano l'ambiente "si riscaldi".
Salve,
avrei un argomento da proporre, che, per quanto di tipo assolutamente
operativo, secondo me è di fondamentale importanza per ristabilire un po'
di libertà di operare: l'impossibilità attuale di eseguire lavori in
economia diretta. Qualcuno sa se esistono riferimenti normativi che
stabiliscono che ci debba obbligatoriamente rivolgere ad un'impresa per
eseguire lavori anche di estrema semplicità, quale ad esempio la posa in
opera di una recinzione? E' da un pò che cerco di portare
all'attenzione del Collegio l'argomento, senza avere risposte concrete.
Grazie.
Isabella Calistri
Etichette
catasto
(3)
Collegio di Bologna
(1)
confinazioni e riconfinazioni
(3)
Emilia Romagna
(1)
Formazione professionale
(2)
istruzioni
(1)
Politica professionale
(1)
Urbanistica
(1)
varie
(1)
venerdì 30 marzo 2018
martedì 20 marzo 2018
Rinnovo del Consiglio Direttivo
Faccio una premessa:
ho sempre ascoltato un cospicuo numero di Colleghi lamentarsi
dell’inadeguatezza dei cosiddetti rappresentanti di categoria; sento dire spesso che “il Collegio...” sbaglia, non fa
niente, non serve a niente, costa inutilmente. Queste espressioni
mescolano presunte responsabilità di uno specifico Consiglio alla
presunta inutilità dell’istituzione stessa. Non considero le generiche accuse di “interessi privati” perché
qualora fossero dimostrati bisognerebbe cercare una soluzione tramite
la giustizia ordinaria.
Non so neppure se
l’inutilità dell’istituzione sia reale o presunta, cosa che non ritengo significativa dal momento che allo stato attuale delle cose
è un’imposizione a cui non possiamo sottrarci.
Ma non potendo
sfuggire è consigliabile tenerne conto e valutare le possibilità di
influire anche per cambiarla; e questa è un’altra rimostranza che accompagna le
precedenti: si pensa che “tanto darsi da fare non serve a
niente”. Mi sembra che questa mentalità sia confermata dalla
scarsa partecipazione, prima di tutto alle elezioni del Consiglio
Direttivo. Partecipazione tradizionalmente scarsa e altrettanto
tradizionalmente contraddistinta da un discreto numero di voti di
“protesta”, resi inutili dal sistema elettorale vigente, che
confermano in sostanza la sensazione di inutilità del dissenso. Gran
brutta sensazione!
Eppure basta avere
una banale conoscenza del sistema per poter avere effetti concreti.
Nei Collegi che ho
potuto osservare quando si giunge a ridosso delle elezioni ogni
iscritto si vede recapitare una lista di nomi “proposti” dal
Consiglio in scadenza; qualche volta arriva anche un’altra lista,
per lo più in contrasto con la precedente. Io non ne ho mai viste
tre. Definirei questa procedura di rinnovo del Consiglio “a invito”
per una lista o “in conflitto” per l’altra. E quando ho visto
“vincere” la seconda sono cambiate le facce ma non il metodo e
perciò chi si sentiva escluso non modifica la percezione e in
effetti non ha alternativa di sorta. Quindi “protesta” scrivendo
nomi diversi, ma sono sostanzialmente nulle le probabilità che su almeno uno di essi convergano preferenze
sufficienti alla sua elezione.
Perciò considero
determinante che ogni Iscritto che si rende disponibile a far parte
del prossimo Consiglio Direttivo lo possa far sapere agli elettori presentando loro anche le proprie idee e proposte. Soltanto
così vedo la possibilità di dare il corretto risalto a idee e persone.
Questa è una sede
adeguata a presentare sé e le proprie proposte o anche soltanto a informarsi su quelle altrui, a confrontarle e
affinarle nei mesi che restano prima delle prossime elezioni. Lo si
può fare inviando commenti o proponendo argomenti nel blog.
Mi rivolgo soprattutto ai
Colleghi di Bologna, dove sono iscritto, auspicando un primo passo verso un rinnovamento della
mentalità che possa ridare ossigeno alla Libera Professione.
Leonardo Gualandi
Iscriviti a:
Commenti (Atom)